|
|
L’interesse ad Arezzo per gli studi classici ed umanistici è di antica data. Alimentati da una Università fondata alla fine del XII secolo, e dalla consapevolezza di essere stata, la nostra città, il luogo di nascita di Francesco Petrarca (che qui accolto con solenni onori, sostò nel 1350) essi fiorirono specialmente nel Quattrocento con le figure di Leonardo Bruni e Carlo Marsupini insigni giuristi, letterati e, entrambi, Segretari della Repubblica Fiorentina e di Giovanni Tortelli, bibliotecario pontificio e autore del “De orthographia” un vasto trattato, in forma di dizionario, sul modo di scrivere correttamente in latino, nonché illustre grecista. Questa tradizione, che nel Cinquecento era stata continuata da altre segnalate personalità (fra tutte basterà citare quella di Giorgio Vasari, uno degli artisti più celebri ma soprattutto più colti del suo tempo), nel secolo seguente ebbe ulteriore impulso a seguito della fondazione del Collegio dei Padri Gesuiti che iniziò la sua attività didattica nel 1687 proprio con due classi di Umanità e di Grammatica. Il nostro Liceo, che, non a caso, è situato in una parte del nobile edificio gesuitico, fin dalla sua istituzione, nel 1857 ha inteso non solo raccogliere ma ancor più valorizzare questa rilevante eredità. Intitolato a Francesco Petrarca con Regio Decreto del 4 marzo 1865 esso ha sempre avuto un ruolo importante nella vita della città e il suo prestigio culturale e civile è anche attestato da illustri figure che hanno onorato –o da studenti o da docenti- questa scuola; è doveroso ricordare, limitandoci al secolo alle nostre spalle: Raffaello Morghen (grande studioso del Medio Evo e del suo pensiero religioso), Medea Norsa (autrice di magistrali ricerche papirologiche alla impareggiabile scuola di Girolamo Vitelli), Antonio Signorini (illustre docente di Meccanica razionale nelle Università di Palermo, di Napoli e di Roma, ha lasciato pagine fondamentali soprattutto nell’ambito delle trasformazioni termodinamiche), Pietro Pancrazi (scrittore non meno che critico, appassionato ed elegante, di tanta nostra letteratura), Domenico Pesce (storico della filosofia antica, per lunghi anni stimatissimo docente nell’Università di Parma), Aldo Sestini (tra i maggiori maestri della scienza geografica, che professò per decenni nell’Ateneo fiorentino), Cesare Vasoli (successore di Eugenio Garin, autore di opere ampie e brillanti sul pensiero medievale e su quello rinascimentale), Eugenio Grassi (cui la prematura scomparsa non ha impedito di dare contributi di qualità agli studi papirologici), Giuliana Lanata (fin da giovanissima tra i nomi più autorevoli della filologia classica), Alberto Chiari (il finissimo italianista cui dobbiamo pagine esemplari sui nostri maggiori autori), Maria Corti (da straordinaria linguista ha contribuito –soprattutto con Cesare Segre- a sprovincializzare la critica letteraria nel nostro Paese, dando insieme ottima prova di sé anche come scrittrice), Paolo Sacchi (per lunghi anni docente a Torino, è tra i massimi studiosi dell’Antico Oriente Mediterraneo), Salvatore Mastellone (docente prima a Perugia e poi a Firenze, ha condotto indagini capitali soprattutto sul pensiero politico moderno), Giovanni Cherubini (vivace ed indiscusso ricostruttore –dalla sua cattedra fiorentina- di tanto Medioevo, soprattutto aretino e toscano), Alberto Nocentini (acuto glottologo, titolare della cattedra del grande Giacomo Devoto); Gino Tellini (originalissimo continuatore degli studi di Lanfranco Caretti); Vittor Ivo Comparato (tra i più autorevoli studiosi del pensiero politico, cattedratico a Perugia). Anche due illustri poeti come Giosuè Carducci e Giovanni Pascoli sono passati da questa scuola, l’uno come ispettore, l’altro come commissario d’esame. In questa scuola hanno maturato una coscienza democratica cittadini quali Pio Borri e Sante Tani. Il significato e il valore che il Liceo Petrarca rappresenta per Arezzo consiste nel messaggio di humanitas che viene trasmesso da coloro che, già alunni di questa scuola, hanno operato e operano nel tessuto sociale della città. RAPPORTI
CON IL TERRITORIO Al Liceo Ginnasio – Liceo Musicale affluiscono studenti, oltre che dal capoluogo, anche dalle quattro vallate della provincia di Arezzo. Nello specifico, al Liceo Ginnasio, essi provengono dalla Val di Chiana, dal Casentino e, in minor numero, dal Valdarno; al Liceo Musicale si registrano presenze anche dalla Valtiberina, dall’Umbria e dalla Valdichiana senese, nonché da altre province e regioni. La scuola tiene conto di queste differenti provenienze e dalle conseguenti diversità di formazione culturale nella previsione di interventi mirati sia nella fase di accoglienza che nello sviluppo di rapporti con le realtà culturali e locali di provenienza. La scuola sviluppa piani di interazione culturale con le sedi accademiche il cui raggio di azione interessa il capoluogo e le aree geografiche a questo connesse. Nello specifico, sono stati intensificati i rapporti con l’Università di Siena, sia nella sede storica che in quella di Arezzo, con le Università di Firenze, Perugia, Bologna, Pisa e Roma. Riguardo l’indirizzo musicale, vengono curati i rapporti con i conservatori soprattutto del centro Italia e le istituzioni musicali locali. Particolare preminenza viene data alle istituzioni culturali locali operanti nel settore umanistico, in quello scientifico ed in quello ambientale. Queste relazioni permettono di personalizzare i percorsi di studio e di apprendimento, di ampliare l’offerta formativa, di offrire agli studenti spazi aggiuntivi a quelli strettamente curricolari, favorendo così, la partecipazione a concorsi, eventi promossi da enti locali, stages ed esperienze di scuola lavoro. |
La sede centrale del Liceo Petrarca in una foto degli anni '30
La sede del Ginnasio Liceo Musicale |
||